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"Water Economy in Italy" il primo Rapporto che fornisce un quadro organico della risorsa idrica in Italia

L’Italia è più piovosa di Olanda o Germania, eppure è a rischio siccità a causa della carenza di infrastrutture idriche per gestire e utilizzare l’acqua quando e dove serve ed è caratterizzata da una rete colabrodo: oltre il 40% dell’acqua potabile prelevata non arriva ai rubinetti.

Il rapporto Water Economy in Italy, commissionato da Proger curato della Fondazione Earth and Water Agenda, è il primo studio a fornire un quadro completo e dettagliato della risorsa idrica in Italia: quantità, prelievi, utilizzi, infrastrutture e fabbisogni, esaminati in funzione del necessario adattamento al cambiamento climatico.

Il rapporto, è stato presentato martedì 21 marzo presso il Senato con un evento realizzato in collaborazione con italiadecide, si pone come un completo e articolato spunto di riflessione sull’assoluta priorità della salvaguardia delle acque nelle scelte strategiche del Paese.

“L’Italia convive con la minaccia idrogeologica e con una sofferenza idrica importante nonostante non difetti delle condizioni naturali per mantenere l’equilibrio tra la domanda e la disponibilità̀ idrica. Serve investire su grandi opere e infrastrutture. siamo il Paese inventore degli acquedotti e dei sistemi irrigui, siamo grandi realizzatori di bonifiche e vantiamo l’eccellenza di imprese nazionali specializzate nel disinterramento di dighe e invasi, che però lavorano quasi esclusivamente all’estero, dove sono altamente apprezzate.” è quanto dichiarato da Erasmo D’Angelis, Presidente di EWA, durante la presentazione del Rapporto.

Il paradosso” continua Mauro Grassi, Direttore Ewa “è che la piovosità in Italia è abbondante: su scala nazionale registra 301 miliardi di m3 di pioggia in media, ma solo l’11% delle precipitazioni è prelevata per tutti gli usi. Il nostro paese si colloca al 5° posto in Europa per quantità di precipitazioni medie. Il problema è che naturalmente le precipitazioni non sono ripartite uniformemente sul territorio e nel corso dell’anno, e così capita che le stesse aree che sono vittime di ondate di maltempo e alluvioni poi si trovano a fare i conti con la mancanza d’acqua nei mesi più caldi. Un fenomeno che ha un comune denominatore: la carenza di infrastrutture idriche per gestire e utilizzare l’acqua quando e dove serve.”

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