Rigenerazione dei territori: la responsabilità della comunicazione
Nell'era digitale in cui la comunicazione influenza profondamente la percezione dei luoghi e delle comunità, la responsabilità della comunicazione diventa cruciale. Abbiamo parlato di come sensibilizzare i territori e i cittadini sull'importanza della transizione digitale ed energetica con Ilaria Sergi, Dipartimento Unità Efficienza Energetica, ENEA - Project Manager Programma Nazionale "Italia in Classe A".
Perché è così cruciale la comunicazione in ambito ambientale e nella rigenerazione dei territori?
Le città sono molto più che un luogo di aggregazione e concentrazione di popolazione: sono motori di scambio, hub del sapere e centri di produzione di energia, ma anche luoghi di interconnessione e interazione, che stimolano lo sviluppo di soluzioni innovative e di processi di transizione.
Comprendere i problemi cercandone le soluzioni è il modo in cui le città sperimentano e sviluppano “apprendimento”, diventando laboratori fondamentali, i cui prodotti sono risposte concrete ai problemi di oggi e domani, attraverso il “progetto”, inteso come attività che, con una visione di medio e lungo periodo, cerca risposte alla contingenza, generando soluzioni di valore per l’utenza.
In questo contesto la rigenerazione di una città e del suo costruito, la sua riqualificazione sociale, ambientale ed economica, l’uso consapevole di tecnologie energetiche per l’indoor e l’outdoor, difficilmente potranno realizzarsi se alla base non ci saranno una formazione ed un coinvolgimento diretto e trasversale tra chi governa i territori, chi li progetta, chi li alimenta - con le attività imprenditoriali e sociali – e chi li vive senza ignorare le intersezioni con i territori limitrofi.
La comunicazione ed i comunicatori giocano nell'oggi contemporaneo una grande sfida, che coincide con l'accompagnare scienza, pubblica amministrazione, territorio e cittadini verso nuovi linguaggi e nuovi scenari.
"Creatività, Empatia e Memoria", per riprendere le parole dell’Archistar Mario Cucinella nell' intervista per "Italia in Classe A", sono parole che nel nostro contemporaneo stiamo riscoprendo come chiavi di accesso per concetti collegati ad "identità, radici, futuro". Ma la loro forza è nell'essere i fili di una trama narrativa di un nuovo processo di comunicazione, che ha la responsabilità di raccontare il cambiamento sociale, tecnologico, ambientale ed economico che tutti noi stiamo vivendo.
Transizione energetica, ecologica o più semplicemente conversione culturale. Non solo la scienza, ma anche la società, necessitano di costruire nuova "coscienza collettiva".
Una comunicazione "sartoriale" sempre più vicina alle esigenze dei territorio, alle persone, multidisciplinare e aperta a tutti diventa lo strumento per raccontare, abilitare e agire il cambiamento.
Quali sono alcuni esempi di come la comunicazione ha contribuito a migliorare l'ambiente e a rigenerare i territori?
Nell’ambito delle azioni di rigenerazione urbana e sociale, le discipline del progetto e il design in particolare, agiscono non solo come motori di costruzione delle componenti della città e dell’abitare, ma, con un approccio interdisciplinare, riescono a intervenire sulla dimensione più relazionale e qualitativa del contesto domestico e urbano.
In una stretta e proficua collaborazione, il design e il sapere scientifico e psico-sociale si propongono come attivatori di innovazione degli spazi abitabili, di comportamenti individuali e sociali e, infine, come incentivi per la strutturazione di nuove policies e nuovi registri di comunicazione.
Dalla partecipazione sociale e dall’innovazione (sia tecnologica, sia sociale, sia semantica), è possibile promuovere la transizione energetica a partire dalla transizione dei comportamenti degli individui, dei gruppi e delle comunità che le abitano e dai linguaggi con cui essi si rappresentano.
La scommessa è identificare in questo contesto un linguaggio e una comunicazione capaci di promuovere, sotto la lente dell’efficienza energetica, soluzioni innovative di progettazione urbana, edilizia e dell’abitare “design driven”, in linea con la Renovation Wave Strategy e il New European Bauhaus.
Il metodo multidisciplinare - orientato verso gli impatti sociali che le tecnologie energetiche e la progettazione sostenibile hanno in ambito urbano e domestico - diventa, per il Laboratorio Strumenti di Comunicazione per l'Efficienza Energetica dell'ENEA, terreno di un’indagine e di un approfondimento attraverso la collaborazione con il Dipartimento Design del Politecnico di Milano, la Cattedra di Psicologia Sociale dell’Università degli Studi di Milano e il Dipartimento Culture di Progetto dell’Università IUAV di Venezia.
La ricerca DE-Sign, che già a partire dalla sua denominazione unisce l’impegno dell’ENEA nella promozione delle diagnosi energetiche a quella propria del design e della progettazione, si inserisce anch'essa nelle azioni del Programma Nazionale per l’informazione e la formazione sull’efficienza energetica “Italia in Classe A” 2021-2024.
Il Dipartimento Unità Efficienza Energetica dell’ENEA collabora dal 2018 con il Dipartimento Design del Politecnico di Milano e la Cattedra di Psicologia Sociale della Statale di Milano, a cui si è aggiunta la collaborazione il Dipartimento di Culture del Progetto dell’Università Iuav di Venezia sul binomio di ricerca “rigenerazione urbana – efficienza energetica”, supportando il gruppo di lavoro in merito agli aspetti tecnici, normativi, finanziari e comportamentali collegati proprio alla sostenibilità energetica.
Da questa collaborazione, all’epoca del primo lockdown causato dalla pandemia da Covid 19, si è sviluppata una profonda riflessione sulla dimensione urbana e domestica dell’energia, fondata su un nuovo principio di “energia di prossimità”, individuato e sviluppato dal gruppo di ricerca, che ha segnato tutto il percorso di sperimentazione.
Al centro dell’indagine non figurano più soltanto le tecnologie energetiche, ma la relazione tra design, efficienza energetica e comportamenti come metodo e strumento per rispondere agli obiettivi di decarbonizzazione, sviluppo sostenibile e rigenerazione urbana.
Per fare questo la ricerca DE-Sign propone una governance inclusiva e collaborativa nei processi di pianificazione territoriale, all'interno dei quali in alternativa ad un modello tecnocratico e normativo di pianificazione territoriale basato su standard e regolamenti, viene promossa una pianificazione territoriale guidata da un processo decisionale multi-stakeholder, durante il quale la partecipazione è una caratteristica chiave di governance da raggiungere per la sostenibilità energetica.
DE-Sign diventa così un toolkit di comunicazione per la partecipazione pubblica, significativa nei processi di pianificazione territoriale, che dimostra come non esista un approccio unico per tutti, ma una prospettiva di processo graduale su come coinvolgere istituzioni, imprese, professionisti e società civile, disponendo di una serie di meccanismi che possono essere adattati e aggregati sotto forma di mix di politiche, meglio adattabili al contesto locale, allo stadio del processo, e alle risorse disponibili.
E ancora più importante riguardo a questo aspetto: invece che utilizzare la partecipazione come gesto simbolico, con scarso impatto trasformativo sulle strutture e sui sistemi di governance urbana, DE-Sign raccomanda di promuovere l'empowerment e l'autonomia dei movimenti sociali e degli stakeholder locali e di affidare a cittadini e residenti un reale processo decisionale.
Quanto è importante sviluppare un nuovo lessico ambientale in parallelo alla transizione energetica? Ci sono progetti Enea pionieri in questo ambito?
Il Laboratorio Strumenti di Comunicazione per l'Efficienza Energetica del Dipartimento Unità Efficienza Energetica dell'ENEA da tempo orienta il suo impegno nella ricerca sul "linguaggio" promuovendo una comunicazione ad alto contenuto scientifico ed empatico, per accompagnare e realizzare il cambiamento comportamentale, individuale e collettivo, relativamente all'uso dell’energia, sia in ambito urbano che domestico.
Il punto di partenza è stato prendere in esame il percorso compiuto dalla comunicazione pubblica in Italia e in Europa, parallelo alla riforma della PA e alla relativa spinta alla digitalizzazione, per costruire e proporre linee evolutive nel contesto di una società "connessa", caratterizzata sempre più da nuove forme di partecipazione digitale, necessaria per costruire un nuovo senso di fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni, e un glossario capace di integrare una visione del futuro consapevole e positiva.
Centrale nell' analisi di comunicazione il rapporto fra PA, nel nostro caso Ente di Ricerca, e cittadini. Questa relazione è partita mantenendo il riferimento alle teorie sociologiche sulla comunicazione, sui media e sull'organizzazione. Modelli e strumenti creati per curare l'informazione e la comunicazione esterna e interna della PA italiana, puntando ad un modello di comunicazione pubblica "integrata" e realizzare una PA, centrale e periferica, partecipata e condivisa. Questo richiede perciò una "relazionalità consapevole" da parte delle istituzioni e la capacità di abitare il nuovo ecosistema mediale, adottando forme dialogiche e impiegando strumenti e linguaggi contemporanei.
La nostra consapevolezza di essere "guida-relazionale" nell'affrontare questioni legate alla filiera dell’efficienza energetica e alla competitività del Paese, ci ha spinto a rinnovare e approfondire le nostre competenze per affrontare in modo positivo, le attuali sfide digitali. Oltre ad una presenza sui social media caratterizzata da una comunicazione visiva e multimediale sempre più coinvolgente, il Programma Nazionale Italia in Classe A nel 2023 è stata l'occasione per mettere a punto un nuovo canale di comunicazione: la piattaforma www.italiainclassea.enea.it.
Sintesi ed espressione di nuova fase della comunicazione digitale, la piattaforma apre le porte all'ENEA e al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica a un ecosistema WEB 3.0, pur ottemperando alle regole AGID, GDPR, accessibilità etc.
Caratteristiche della piattaforma, oltre ad una linea grafica che si allontana da modelli austeri e poco empatici, sono quelle di essere "responsive" e "multimediale", con una porta d'ingresso ipertestuale.
Una raccolta di interviste, video, digital storytelling, nuovi linguaggi per la formazione continua e disponibile a tutti. Come driver per raccontare l’efficienza energetica, la scienza dello "Storytelling". Consapevoli che il nostro cervello sia un "processore di storie", e queste contribuiscono a plasmare il carattere e l'identità che ci definiscono come persone, aiutandoci a capire il mondo e consentendo di scambiare informazioni.
Raccontare una storia è da sempre il metodo per creare un legame tra l’autore e chi ascolta. Questo perché in generale la nostra mente è portata ad interessarsi più alla narrazione che al ragionamento logico. Comunicare messaggi attraverso le parole, e non solo, non è certo una scoperta contemporanea.
Quello che però cambia è l’utilizzo che ne viene fatto. Oggi lo storytelling non produce solo contenuti testuali o verbali, ma si applica a progetti multimediali da diffondere e distribuire su differenti canali e piattaforme, ed è stato di supporto per raccontare ad un pubblico sempre più ampio l’impegno del nostro Dipartimento nelle attività di comunicazione collegate alla pianificazione e programmazione energetica dei diversi territori.
Fino ad oggi si è parlato di "public engagement" veicolato attraverso gli strumenti della comunicazione pubblica e istituzionale. Con il Programma Nazionale "Italia in Classe A" il Dipartimento Unità Efficienza Energetica dell'ENEA ha fatto un passo in avanti, attraverso un modello più ampio e multidisciplinare superando l’accezione classica di "public engagement" e avvicinandosi sempre più ad iniziative volte a condividere formazione, informazione, sensibilizzazione sui temi della sostenibilità energetica e degli strumenti ad essa collegati, avvicinandosi sempre di più ad una comunicazione sociale.
La consapevolezza che l'efficienza energetica sia un tema ormai presente nel glossario e nei comportamenti degli italiani ha fatto sì che il lavoro non fosse esclusivamente basato sulla disseminazione bensì, in considerazione dei cambi di paradigma, sociali e comunicativi post pandemia, fosse orientato a stabilire e consolidare elementi essenziali per relazioni stabili di ascolto, confronto e collaborazione con la società civile.
L‘ impegno è stato assumersi la responsabilità sociale di dialogare con il territorio non nelle forme di una mera attività di divulgazione, ma come consolidamento di un processo che prevede interazione e ascolto, con l'obiettivo di generare benefici che vanno dallo sviluppo di nuove competenze e l’acquisizione di nuove idee, al miglioramento delle finalità della ricerca e la promozione di forme di co-progettazione.
INTERVISTA A CURA DI FRANCESCA PUCCI
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